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A Milano la mostra dedicata al ciclo della vita dei prodotti.

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Al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano è stata rinnovata la mostra interattiva Da cosa nasce cosa. Il ciclo della vita dei prodotti.

Sono stata invitata a visitare la mostra con C3 e M6.

Attraverso giochi multimediali, video e postazioni interattive, i visitatori sono stimolati a scoprire “il viaggio” dei prodotti prima di arrivare a noi e dopo che ce ne liberiamo, aumentando la consapevolezza del pubblico nelle proprie scelte di consumo.

Una delle mie poche certezze relative all’educazione delle mie figlie si fonda sul rispetto della natura, dei luoghi, delle persone e degli oggetti che ci circondano; quindi ho iniziato fin dalla loro più tenera età a spiegare  pochi e semplici concetti relativi al risparmio e allo spreco di risorse.

Ho ritenuto utile che partecipassero anch’esse a questa interessante visita guidata perché, come sintetizza benissimo Pippo Ranci, Presidente del Consiglio di Sorveglianza di A2A,

“crediamo sia fondamentale la diffusione di una cultura della corretta gestione delle risorse, soprattutto tra le nuove generazioni.”

La mostra interattiva si sviluppa in diverse sale del museo ed è suddivisa in 5 parti:

0. progettazione,
1. produzione,
2. distribuzione,
3. uso,
4. dismissione.

La mostra è molto interessante e svela percorsi e concetti per nulla scontati.

Per esempio, lo sapete che una bottiglietta di PET è riciclabile al 100%? Io non lo sapevo.

Con la corretta raccolta differenziata una bottiglia in PET può trasformarsi in tanti oggetti diversi.

Con la corretta raccolta differenziata una bottiglia in PET può trasformarsi in tanti oggetti diversi.

La parte che più ha interessato e divertito M6 è stata nella sezione della distribuzione, la seconda fase del ciclo di vita di un prodotto. In questa fase sono trattati i temi dell’imballaggio e del trasporto.

I visitatori si confrontano con un exhibit meccanico, in cui devono valutare il “peso” del trasporto di 5 frutti in termini di consumo di materia/energia e produzione di scarti/emissioni nella fase di trasporto.

Per ogni frutto, kiwi, cocco, ananas, mango e banana è indicata la provenienza (e relativa distanza dall’Italia) e la deperibilità.

il “peso” del trasporto di 5 frutti: kiwi, cocco, ananas, mango e banana.

Il “peso” del trasporto di 5 frutti: kiwi, cocco, ananas, mango e banana.

E poi c’è un gioco multimediale, molto interessante, ideato e sviluppato dal Museo chiamato Trash Mania.

Il gioco multimediale Trash Mania.

Il gioco multimediale Trash Mania.

Non so dire con esattezza cosa sia rimasto della mostra nella testa delle mie figlie, soprattutto di C3 ma semino dopo semino la mia speranza è che si ricordino dei valori che ho loro trasmesso e che siano di esempio per gli amici e i loro figli.

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Barbie – La Principessa e la Pop Star

Eccoci con un altro dvd, dopo Barbie – A perfect Christmas uscito nel 2011, quest’anno Barbie ha una nuova amica, la Pop Star Keira!

Grazie a Universal Blog Club abbiamo ricevuto il dvd Barbie – La Principessa e la Pop Star. Come ogni volta che arriva a casa un pacco, una scatola o anche una busta, M5 e C2 diventano euforiche, convinte che sia tutto destinato a loro. E questa volta avevano ragione!

Packshot Barbie la Principessa & la Pop Star

Packshot Barbie la Principessa & la Pop Star

Abbiamo subito guardato il dvd, che narra l’amicizia tra Tori, Barbie principessa e la sua pop star preferita Keira. Le due amiche si scambiano identità, grazie a una magia che permette loro di apparire identiche. E il resto è una sorpresa, piena di musica, divertimento e colpi di scena.

Ho ripensato al film della Walt Disney, Il cowboy con il velo da sposa, in cui due gemelle, separate alla nascita a causa del divorzio dei genitori, si incontrano casualmente e si scambiano i ruoli per fare tornare insieme mamma e papà.
Mi ricordo come, in gioventù, ma neanche tanto… invidiavo molte mie amiche e mi immaginavo vivere la loro vita invece della mia, o semplicemente essere uno dei miei due fratelli maschi. Ai miei occhi la loro vita è sembrata sempre più semplice della mia, soprattutto negli anni della adolescenza.

Le mie bimbe invece hanno subito inscenato uno spettacolo, seguendo, più o meno, il ritmo della musica e delle canzoni che susseguono nel film. Tutto questo senza distogliere gli occhi dallo schermo pieno di luci, magia, vestiti meravigliosi…

Mi piace ricevere questo tipo di prodotti: per me è ancora strano maneggiare custodie tutte rosa; non sono ancora abituata e ogni volta ricordo il maschiaccio che ero; le mie figlie mi stanno facendo scoprire un mondo nuovo e sono felice di guardare con loro un film che, all’età di M5 non avrei mai accettato di guardare.

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Lorax, il guardiano della foresta

Ormai sono mesi che ho ricevuto dal Club Blogger Universal il dvd Lorax, il guardiano della foresta, ma solo recentemente mi sono decisa a guardarlo da sola, senza M5 che si rifiutava di mettersi con me davanti alla tv.

Nella città in cui vivo, Milano, vorrei che ci fosse una invasione di guardiani della foresta, come Lorax: tanti gnometti baffuti che riprendono le persone che non rispettano il poco verde ormai  rimasto in questa città ricoperta di asfalto e cemento.

SINOSSI: Il giovane Ted vive nella città artificiale di Thneedville: gli alberi sono finti, il suolo è di plastica, le stagioni non esistono più e l’aria è venduta a domicilio. Un giorno il ragazzo decide di andare alla ricerca di un vero albero da regalare alla sua amica, di cui, diciamolo, è anche un po’ innamorato. Ted scoprirà che non è semplice procurarsi l’albero di Truffula.

Dovrà incontrare l’anziano eremita Once-ler che gli racconterà di come una volta, la landa desolata e buia dove vive il vecchio, fosse una valle rigogliosa abitata da animali e ombreggiata da bellissimi alberi di Truffula. Once-ler stesso li ha distrutti tutti, ignorando le intimidazioni del guardiano della foresta, Lorax che voleva impedirgli di abbattere gli alberi.

Sarà compito di Ted ridare vita agli alberi di Truffula grazie all’ultimo seme che gli consegnerà Once-ler riscattandosi dal grosso guaio che ha combinato. Finalmente Once-ler capisce il senso della frase che Lorax gli lascia prima di volare via: “a meno che…”: a meno che qualcuno non ci tenga molto, niente andrà meglio o sarà risolto, firmato Dr. Seuss, l’autore del libro da cui è tratto il film.

Questo film animato ha tanti risvolti educativi, utile ai bambini per capire l’importanza degli elementi della natura e del valore del rispetto per fauna e flora, ma anche gli adulti dovrebbero guardarlo e meditare su come trattiamo le risorse della terra che non sono infinite. I bambini vedono piccole cose a cui noi restiamo indifferenti e a loro dobbiamo affidare i piccoli semi di Truffula ormai rimasti a questo mondo.

Nel dvd c’è un extra che mi è piaciuto particolarmente: il cartoon artist Mark O’Hare insegna ad alcuni bimbi a disegnare Lorax e gli animali della valle della Truffula, i pesci canterini e i barbalotti e poi guardano insieme i risultati delle loro opere.
Ecco, se M5 non vuole proprio vedere il film magari le proporrò, per iniziare, di disegnare Lorax, che mi piace molto, anche perché è doppiato, in italiano, da Danny De Vito e i suoi amici della foresta.

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Crayola is back.

Abbiamo ricevuto un’altra scatola da Crayola e, strano a dirlo, il giorno stesso abbiamo invitato a casa tre giovani amichette, una ancora troppo piccola per utilizzare i prodotti colorati che abbiamo scoperto nello scrigno magico.

I piccoli cervellini delle bimbe sembravano dei flipper impazziti.

E5, M5 e M3 hanno chiesto un cartoncino a testa per “esporre” le creazioni fatte con il Risodò, pasta gioco di riso, senza glutine, adatta anche ai bimbi più sensibili.

Devo dire che l’altra volta la creatività mi ha impressionato di più ma nel Valigiotto Gioca e Modella, oltre a:

  • 12 salsicciotti di pasta da modellare,
  • 14 formine a forma di animali,
  • 1 mattarello,
  • 1 timbrino con impronte di zampe di cane,
  • 2 due rulli contenitori,

abbiamo trovato 1 estrusore con 3 dischi intercambiabili che è stato il pezzo forte del pomeriggio, infatti è stata una sessione gioco di “fare, disfare e rifare”.

Un altro giorno, dopo la scuola è venuto a giocare a casa nostra un amico di M5, G5, e con lui, oltre a giocare al Risodò, abbiamo aperto anche la confezione del Magic Acitivty Set, un album con fogli bianchi  per disegnare liberamente e uno con i motivi di Cars da colorare, tutti e due magici: da usare con pennarelli dalla punta bianca e con tempere di gel trasparente, che magicamente a contatto con i fogli prendono colore.

Il bello, per le mamme, è che questi colori non macchiano, infatti appena C2 mi chiede di colorare le propongono il Magic Wonder Activity Set per evitare che tinga il divano, i muri e quant’altro le venga in mente con colori che non avevo previsto….

Quella stessa sera, dopo avere messo via tutto e a nanna le creature ho trovato un avanzo di Risodò sul tavolo della cucina e anche io ho dato libertà alla mia creatività prima di andare a dormire.

 

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Ho visto Qualcosa di straordinario.

Mi assale ancora una forte emozione quando penso a questo film, arrivato a casa qualche giorno prima della partenza per le vacanze estive.

Il club delle mamme blogger mi è venuto in aiuto proprio mentre cercavo argomenti e modi di intrattenere M5, a fine luglio, durante infinite torride giornate milanesi, da alternare a gran bagni in vasca.

M5 si è appassionata alla avventura narrata nel dvd Qualcosa di straordinario: una storia vera di una famiglia di balene intrappolate sotto il ghiaccio del Circolo Polare Artico.

Adam (John Krasinski), reporter di provincia e Rachel (Drew Barrymore) attivista di Greenpeace smuovono l’opinione pubblica per salvare le balene grigie; tutto il mondo si appassiona a questa vicenda tanto da essere trasmessa sui canali televisivi nazionali di tutti i paesi e da riunire entità completamente divergenti, a livello politico e ideologico, alla ricerca di una soluzione rapida.

Gli Inupiat, gli indigeni del Circolo Polare Artico e cacciatori di balene, un magnate del petrolio con enormi interessi in Alaska e gli attivisti di Greenpeace insieme per cercare di salvare i maestosi cetacei. Per non parlare di USA e Russia che collaborano lasciando da parte le divergenze politiche.

M5 non smetteva più di fare domande perché, sebbene la sceneggiatura sia stata semplificata per la visione dei bambini, ci sono elementi che per loro non sono così scontati. Una delle cose che amo di più di essere mamma e la continua sfida con me stessa nel tentativo di dare delle risposte esaurienti ai figli che hanno voglia di sapere, almeno per ora…

È un film molto istruttivo perché insegna a rispettare l’ambiente e struggente dal punto di vista emozionale perché racconta la verità: della famiglia di tre balene il piccolo Bam Bam non ce la fa, muore prima di riuscire ad essere liberato.

A stento sono riuscita a contenere la mia emozione e M5 mi è parsa più perplessa che emozionata: lei continuava a fare domande su dove fosse finito Bam Bam e io non riuscivo a rispondere dal magone.

È quel giorno che credo che M5 abbia capito che anche i piccoli non sono immortali.

Bimbi e cuccioli di animali, per M5, non fanno grande differenza, sempre figli di…. si tratta e quindi:

“come fanno i cuccioli e i bambini a morire prima della mamma e del papà?!?!”

Bella domanda, quello che so è che sicuramente non sono riuscita a esaudire il suo desiderio di sapere, soprattutto considerando lo stato d’animo in cui ero.

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Al Maglifico, lezioni di cura della lana.

Io che l’anno scorso ho acquistato un twin set di cachemire (mica due euri) e indossato una volta sola per timore di sporcarlo ma soprattutto di fare danni nel tentativo di pulirlo, non potevo non accettare l’invito di Jolanda di Fattore Mamma che mi ha invitata alla mostra Maglifico, Sublime Italian Knitscape a Milano. La visita alla mostra culminava con un divertente e decisamente utile brain(wool)storming. Ma di questo ne parlo più avanti.

Paradossalmente ero più esperta di lavaggio biancheria quando vivevo con i miei genitori rispetto a ora: a 15 anni mia madre mi obbligava a imparare i lavori domestici; considerando che ero l’unica femmina in una famiglia di 5 persone non è che avessi tante scuse a cui aggrapparmi…

“una donna non può non sapere stirare, cucire, rammendare, fare i letti etc etc” 

e quindi anche fare lavatrici con tutto ciò che i preliminari comportano: dividi i capi per colore, per materiale, valuta le macchie e decidi cosa fare per risolvere il problema…
Ora invece delego il più possibile alla mia mitica governante Virgie, ma quando lei non c’è inevitabilmente mi immergo nel mio ruolo di casalinga e faccio del mio meglio…

All’ingresso della mostra a Palazzo Morando mi sono trovata in una piacevole riunione di mamme blogger + una nonna blogger + un fashion blogger.

Federico Poletti, nel guidarci nelle varie sale tematiche e illustrandoci il progetto e l’allestimento, ci accompagna, come dice lui,

“in un’esperienza ludica e coinvolgente. Attraverso l’allestimento … all’interno di un garnde telaio tridimensionale che permette un viaggio avanti e indietro nei temi e nel tempo. Dalla materia al filo, dal filo al design, dal design all’emozione, dall’emozione indietro alla materia”.

All’inizio della mostra un allestimento interattivo celebra la lana e lo storico brand Woolmark, il marchio simbolo della lana migliore al mondo che identifica la lana Merino di provenienza australiana, la più preziosa e sottile.

10 sale tematiche celebrano stile, creatività, sperimentazione nell’utilizzo dei filati per concludersi nella sala Delicates, dedicata ai trattamenti dei capi ispirando maglie impalpabili.

La sala che preferisco è sicuramente Legs Carousell, un tripudio di gambe di manichini che indossano calze dai colori più disparati; come dice Federico Poretti

“le calze sono il termometro del buonumore.”

Come non dargli ragione?

Anche la sala Cardigans non è male, mi piacciono gli uomini in Cardigan.
Il massimo è il capo con un paio di guanti/tasche… geniale!!

Tutte le foto che ho scattato alla mostra sono su FB.

La sala Delicates è allestita con lavatrici Aqualitis di Hotpoint, che sono proprio dei pezzi di arredamento, veramente belle e dei manichini con vestiti indossabili solo da donne di una certa classe.

Qui Lucia di  invacanzadaunavita ci ha condotto a un vero e proprio brainstorming sui problemi del trattamento capi delicati, la lana nello specifico. C’era chi poneva domande e chi cercava di rispondere secondo logica.

Oltre alle mammeblogger che già conoscevo, Valeria di robedamamma e Chiara di yenibelqis, mi sono confrontata con Silvia di La raccolta di Silvia, Gabriella di unamamma, Elena di Elegraf e mammaZan, una nonna esuberante che si occupa di cucina ma ne sa a mazzi di come si cura la biancheria.  Ma la rivelazione è stato Giuseppe, fashion blogger siciliano, moooolto simpatico che ha letteralmente dispensato perle di saggezza della sua nonna Rosa; non gli stavo dietro, mi volevo segnare tutti i suggerimenti che ha dato sul lavaggio biancheria, lavatrice, macchie, capi che si restringono, lana che si infeltrisce, pilling…

Le lavatrici Aqualitis HD sono le uniche lavabiancheria ad avere ottenuto il Woolmark Platinum Care: la certificazione massima della The Woolmark Company, per l’efficacia del loro ciclo specifico per la lana.

E per finire Hotpoint ha sviluppato un’applicazione per iPhone e iPad, Woolover, interamente dedicata al mondo della lana. L’app è suddivisa in tre sezioni:

1. Consigli utili: cura della lana
2. SOS Lana: segreti per eliminare le macchie dalla lana
3. Lo sapevi che…: caratteristiche naturali e rinnovabili con le informazioni e curiosità sulla lana Merino.

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