Archivi del mese: gennaio 2013

Liberiamo una ricetta: Arrosto alla moda

Chiara Peri e Chiara Petragnani hanno lanciato una bellissima iniziativa per aiutare il Centro Astalli che difende i diritti dei rifugiati operando dal 1981 a Roma e in altre città italiane.

E per fare questo il mondo dell’etere si è unito all’urlo di #liberericette.

Ecco la mia ricetta, che ha portato mio marito in famiglia, insieme al mitico Cucchiaio d’argento che la contiene.
Piace molto a tutti, anche a M5 e C2, piatto che risolve molto il solito dilemma: “cosa preparo stasera per cena?”.

INGREDIENTI per 6 persone:

  • 1 kg di lonza di maiale
  • 1 cucchiaino di curry
  • 1/2 bicchiere di miele
  • 3 cucchiai di senape
  • olio
  • sale

Procurarsi un bel pezzo di lonza di maiale.

1 kg di lonza di maiale.

1 kg di lonza di maiale.

In una ciotola mescolare il miele, la senape, il curry e due cucchiai abbondanti di olio fino a che non risulta una crema uniforme. Salare.

Senape e miele, insieme al curry, sono gli ingredienti fondamentali di questo arrosto.

Senape e miele, insieme al curry, sono gli ingredienti fondamentali di questo arrosto.

Spalmare la lonza con questo impasto.
Accendere il forno a 130°.

La carne è pronta per essere infornata.

La carne è pronta per essere infornata.

Ungere con poco olio una teglia da forno, disporre la carne e infornare.
Cuocere per circa un’ora e mezza girando l’arrosto ogni 30′, bagnandolo con il sugo che emetterà.

Servire la carne affettata con il fondo di cottura.
L’arrosto alla moda si può servire sia caldo sia freddo e risulta delizioso anche il giorno dopo la cottura.

Buon Appetito! e ricordatevi di sostenere il Centro Astalli, se potete.

Bagnare le fette di arrosto con il fondo di cottura.

Bagnare le fette di arrosto con il fondo di cottura.

Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia. Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web“.

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Torta di mele

Un giorno ho portato negli uffici di Fattore Mamma una torta di mele senza immaginare che avesse tanto successo.

Invece sì, tanto da sentirmi chiedere la ricetta, con mesi di distanza.
Confesso, son soddisfazioni!

Et voilà!

INGREDIENTI per 8 persone:

  • kg. 1,200 di mele sbucciate e tagliate a fettine
  • gr. 200 di farina
  • gr. 100 di burro
  • 2 uova intere e un tuorlo
  • gr. 150 di zucchero
  • 1/2 bicchiere di latte
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • 1 bustina di lievito ( 2 cucchiaini)

A me piace mescolare le mele dato che ogni tipo ha un sapore leggermente diverso.

5 mele equivalgono a circa 1,2 kg

5 mele equivalgono a circa 1,2 kg.

Fare ammorbidire il burro a temperatura ambiente.
Impastare le uova, 3 cucchiai di zucchero, la farina e il burro.

Fare sciogliere il lievito nel latte badando che aumenta di volume mentre lo si mescola rischiando di fuoriuscire dal contenitore! Aggiungerlo all’impasto.

Burro morbido, 3 cucchiai di zucchero, farina e uova

Burro ammorbidito, 3 cucchiai di zucchero, farina e uova.

Aggiungere le mele tagliate a fettine.

Versare l’impasto in uno stampo ben imburrato e infarinato (o foderato con carta forno) e spolverizzare con lo zucchero avanzato, mescolato alla cannella.

Infornare a 180° per almeno un’ ora.

Per un tocco di dolcezza in più servite la torta  con panna liquida.

Per un tocco di dolcezza in più servite la torta con panna liquida.

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Bambini=Capricci

capricci

Ho letto un interessante post relativo ai capricci su DonnaModerna.com e voglio mettere nero su bianco, o meglio bianco su rosso, quello che ho capito, fino a ora, di questo delicato argomento.

Da che mondo e mondo, direbbe mia nonna, non esistono bambini che non fanno capricci.

Chi prima chi dopo fa esperienza dei pianti, delle vocine lamentose, ripetitive e irritanti, delle scene tragiche di buttarsi per terra e picchiare i pugni.

I capricci sono LA PROVA per i genitori, l’unico modo che i bimbi hanno ovviamente in maniera inconsapevole, per vedere fino a che punto i genitori sono capaci di svolgere il loro ruolo.

È l’unico modo per ottenere ciò che desiderano, e i genitori, portati all’esasperazione, per sfinimento o per non fare brutte figure in pubblico, cedono. E se cedi una volta, la volta successiva i bimbi sanno che quello è il modo per ottenere ciò che si vuole e quindi male che vada rincareranno la dose.

Paradossalmente io sono più sensibile alla vocina tenera e languida della creatura che mi chiede una cosa, piuttosto che alle scenate: in questo secondo caso mi irrigidisco e dò via alla “battaglia”, che finisce subito perché il “no” è un NO e fine della discussione.
Questo è un retaggio della mia educazione: da bambina mi si diceva “no” a una richiesta senza spiegarmela, era sufficiente sapere che era no perché lo dicevano mamma o papà. Un filo difficile da capire allora, ma ora lo condivido, sono convinta che a dei bambini di di una certa età (le mie anno 5 e 2 anni…) c’è poco da argomentare e spiegare.

E su questo sono in totale disaccordo con mio marito, che, al contrario, cerca di motivare tutte le risposte a M5.
La pazienza ha una stretta correlazione con i capricci, personalmente mi manca del tutto mentre mio marito ne ha da vendere!

Mi ricordo una pubblicità alla tv di parecchio tempo fa ambientata in un supermercato dove un giovane ragazzino chiedeva con insistenza alla mamma un certo prodotto, fino a piangere e urlare. A d un tratto la madre lo ha imitato buttandosi per terra battendo i pugni. A quel punto il ragazzino è rimasto impietrito, non si aspettava una reazione tale dalla madre.

Non mi sono mai tolta dalla testa quell’immagine e vorrei avere il coraggio di fare anche io così, anche se non accadrà mai, anche perché ho la fortuna di riuscire a distrarre facilmente le mie figlie, almeno per ora, quando si presenta una scena del genere.

Temo che i veri capricci mi aspettino al varco…

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Vacanze sulla neve 2012 in Tirolo.

Per me i due mesi che precedono il Natale sono devastanti tanto che ogni anno esprimo il desiderio di andare su un’isola deserta dai primi di Novembre fino al 26 dicembre. Per ora resta un sogno nel cassetto, ma io ci spero sempre.

Quindi la ripresa è talmente faticosa che solo ora ho realizzato di non avere scritto ancora nulla sulle nostre vacanze invernali che sono state fantastiche.

Dal 29 dicembre 2012 al 5 gennaio 2013 ho trascorso una settimana con la mia famiglia in Tirolo, regione dell’Austria che amo, sia in inverno sia in estate.

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Abbiamo pernottato presso l’Hotel Gasthof Baumgarten ad Angerber, una classica Gasthof austriaca di proprietà dell’accogliente famiglia Osl. Alla mattina ci aspettava una ricca colazione a buffet e la sera la cena era ogni giorno diversa e varia. Ai bambini davano la possibilità di scegliere sempre una piccola Wienerschnitzel con patatine o uova o qualsiasi altra cosa desiderassero.

Per dormire avevamo a disposizione due camere comunicanti con bagno e la camera delle bimbe aveva uno spazio ampio per potere giocare.

A 20 minuti di auto si trova la stazione sciistica Hopfgarten im Brixental con la scuola di sci che amo tantissimo, infatti è il secondo anno che veniamo qui affinché i bimbi frequentino la scuola.

I maestri parlano tedesco e inglese ma questo non ha impedito a M5 e ai suoi cugini di apprendere le prime nozioni (anche di lingue straniere) nel 2011 e di migliorare le loro abilità quest’anno.

M5 a 3 anni

M5 a 3 anni.

In cima al comprensorio sciistico Hohe-Salve, da cui c’è una vista mozzafiato, pranzo con M5 per poi riaffidarla alla maestra per continuare la lezione. Il bagno per famiglie è fantastico: oltre a una fasciatoio a due piazze vicino al WC per adulti ce n’è uno per i bimbi, molto family-friendly!

Il bagno del rifugio family-friendly.

Il bagno del rifugio family-friendly.

M5 sta diventando piano piano indipendente, ed è molto fiera di se stessa, tanto che a fine corso, ogni giorno, vuole continuare a sciare fino a che non chiudono gli impianti.

M5 esce dagli ovetti.

M5 a fine corso.

E mentre M5 impara a sciare, aspettiamo che C2 cresca e che faccia anche lei le sue prime curve con i maestri…

C2 e papàG

C2 e papàG.

Intanto papàG, che non sta mai con le mani in mano, ha sostituito al carrellino con cui abbiamo fatto tante vacanze in bici, comprese le ultime lungo il Reno, le ruote con un paio di sci adattandolo alle esigenze invernali :-))

Il carrellino per le vacanze in bici trasformato in ski-trolley.

Il carrellino per le vacanze in bici trasformato in ski-trolley per passeggiate.

E comunque anche C2 ha provato a sciare e pare anche lei divertita anche se un po’ patata!

C2 la prima volta sugli sci.

C2 la prima volta sugli sci.

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