Hanno tutti ragione di Paolo Sorrentino

Un libro diviso in tre tempi, scandito dai luoghi in cui vive il protagonista, il primo a Napoli, città natale, il secondo in Brasile e il terzo nuovamente in Italia.

Il cantante napoletano Tony Pagoda narra in prima persona la sua vita italiana durante la quale ha avuto tutto ciò che potesse desiderare: successo, soldi, donne e amicizia, quella vera e quella falsa. Fino a un punto della sua esistenza:

“non volevo soltanto la mia vita, ma anche quella di tutti gli altri… Un’ingordigia solenne… un paguro che deve fare punteggio.”

Fino a che si rende conto che sta perdendo il senso dell’appartenenza, ora è tutto chiaro:

“Benissimo, è ora di trovarne un altro. Un altro luogo, altre facce, un’altra vita.”

Lascia tutto ciò che possiede in Italia e parte per una tournée in Brasile dove resta per diciotto anni senza avere più il minimo contatto con la sua patria.

Convive, dentro e fuori casa in un paese dell’amazzonia, Manaus, con grandi e infiniti scarafaggi; li detesta, ma non rinuncia alla libertà della sua nuova vita.

Solo un assegno da due miliardi e trecento milioni di lire lo convince a tornare in Italia e suonare per un ricco deputato e diventare suo “amico” per 40 milioni di lire al mese.

Già dopo poche pagine volevo interrompere la lettura, non mi piacciono i libri che dispensano volgarità e parolacce, ma ho continuato fino in fondo e ho capito il motivo di tanta sguaiatezza: con questo stile l’autore ha voluto sottolineare la vita boccacesca di Tony Pagoda e forse sottolineare la differenza dello stile di vita degli anni che trascorre in Brasile, senza sniffare e andare a donne, nonostante sia il paese con le più belle femmine.

A parte la descrizione nuda e cruda di alcune situazioni Hanno tutti ragione è denso di perle di saggezza, ragionamenti sul rapporto uomo-donna che non fanno una grinza e che inducono anche alla riflessione.

E non mancano citazioni, a volte ironiche a volte divertenti o drammatiche, prese dal repertorio musicale contemporaneo:

“Beatrice… mi tradì, dando ragione … a tutta la sterminata discografia di Riccardo Cocciante, che sul tradimento ha costruito almeno dodici diversi conti correnti miliardari in altrettante diverse banche.”

Il giudizio finale non è molto positivo, non consiglierei la lettura di Hanno tutti ragione.

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