Archivi del mese: giugno 2012

Hanno tutti ragione di Paolo Sorrentino

Un libro diviso in tre tempi, scandito dai luoghi in cui vive il protagonista, il primo a Napoli, città natale, il secondo in Brasile e il terzo nuovamente in Italia.

Il cantante napoletano Tony Pagoda narra in prima persona la sua vita italiana durante la quale ha avuto tutto ciò che potesse desiderare: successo, soldi, donne e amicizia, quella vera e quella falsa. Fino a un punto della sua esistenza:

“non volevo soltanto la mia vita, ma anche quella di tutti gli altri… Un’ingordigia solenne… un paguro che deve fare punteggio.”

Fino a che si rende conto che sta perdendo il senso dell’appartenenza, ora è tutto chiaro:

“Benissimo, è ora di trovarne un altro. Un altro luogo, altre facce, un’altra vita.”

Lascia tutto ciò che possiede in Italia e parte per una tournée in Brasile dove resta per diciotto anni senza avere più il minimo contatto con la sua patria.

Convive, dentro e fuori casa in un paese dell’amazzonia, Manaus, con grandi e infiniti scarafaggi; li detesta, ma non rinuncia alla libertà della sua nuova vita.

Solo un assegno da due miliardi e trecento milioni di lire lo convince a tornare in Italia e suonare per un ricco deputato e diventare suo “amico” per 40 milioni di lire al mese.

Già dopo poche pagine volevo interrompere la lettura, non mi piacciono i libri che dispensano volgarità e parolacce, ma ho continuato fino in fondo e ho capito il motivo di tanta sguaiatezza: con questo stile l’autore ha voluto sottolineare la vita boccacesca di Tony Pagoda e forse sottolineare la differenza dello stile di vita degli anni che trascorre in Brasile, senza sniffare e andare a donne, nonostante sia il paese con le più belle femmine.

A parte la descrizione nuda e cruda di alcune situazioni Hanno tutti ragione è denso di perle di saggezza, ragionamenti sul rapporto uomo-donna che non fanno una grinza e che inducono anche alla riflessione.

E non mancano citazioni, a volte ironiche a volte divertenti o drammatiche, prese dal repertorio musicale contemporaneo:

“Beatrice… mi tradì, dando ragione … a tutta la sterminata discografia di Riccardo Cocciante, che sul tradimento ha costruito almeno dodici diversi conti correnti miliardari in altrettante diverse banche.”

Il giudizio finale non è molto positivo, non consiglierei la lettura di Hanno tutti ragione.

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M5!

Non stava più nella pelle. Finalmente oggi M4 ha compiuto i suoi 5 anni e già stasera pensava alla festa dei suoi 5 anni e mezzo, con richieste di nuove macchinine….

Siamo in vacanza in Umbria con altri 7 amichetti, compresa sua sorella C2, e questa mattina abbiamo preparato la torta di compleanno.

Si sono dati un gran daffare e con la mia supervisione hanno preparato un’ottima torta al cioccolato, perfetta anche per celiachi e parecchio energetica…
Seguono gli ingredienti e la ricetta.

250 gr cioccolato fondente
50 gr cioccolato al latte
200 gr burro
6 tuorli sbattuti con
200 gr zucchero
5 albumi

Sciogliere i primi tre ingredienti a bagno maria.
Sbattere i tuorli con lo zucchero e unirli al cioccolato e burro sciolti e lasciati raffreddare.
Aggiungere gli albumi montati a neve.
Cuocere per 1 ora a 150°
E poi gran festa con affettuosissimi amici, palloncini e gran bagni in piscina.

L’ultima foto è quella di sua sorella C2 che a suo modo medita… su quale danno può combinare…

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Salviamo chi si reca al lavoro in bici.

Volentieri faccio mia, e diffondo, questa lettera dei #salvaiciclisti, indirizzata al Presidente del Consiglio.
Mi reco al lavoro in bicicletta e vorrei che il fenomeno aumentasse; è necessario però che tutti i lavoratori siano tutelati, anche in caso di infortunio sulle due ruote.

Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, Prof. Mario Monti,
abbiamo molto apprezzato la nota con cui Lei il 14 maggio scorso ha dato sostegno alle istanze della campagna #salvaiciclisti sottolineando i vantaggi economici derivanti dall’uso della bicicletta in ambito urbano e definendo la bicicletta come

mezzo di trasporto “intelligente”, sia dal punto di vista dell’impatto ambientale, sia a livello economico, dato che riduce sensibilmente i costi legati alla mobilità urbana, sia, aspetto non meno rilevante, per la salute degli individui.”

Infatti, in questo periodo di crisi economica, per ridurre i costi derivanti dalla mobilità, molte persone fanno sempre più ricorso all’uso della bici, anche per andare al lavoro.

Purtroppo nel nostro Paese coloro che decidono di utilizzare la bici per recarsi al lavoro, si trovano a confrontarsi con una legislazione che, non solo non incentiva, ma addirittura penalizza chi utilizza questo mezzo di trasporto. In Italia, in caso di sinistro durante il percorso casa-lavoro effettuato in bicicletta, l’INAIL riconosce al lavoratore lo status di “infortunio in itinere” “purché avvenga su piste ciclabili o su strade protette; in caso contrario, quando ci si immette in strade aperte al traffico bisognerà verificare se l’utilizzo era davvero necessario” [nota INAIL].

Mentre nel resto d’Europa l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto per recarsi al lavoro è sistematicamente incentivato e promosso, in Italia il lavoratore che decide di spostarsi senza inquinare e senza creare traffico, non solo non riceve alcun incentivo, ma deve farlo a proprio rischio e pericolo e senza tutele.

Allo scopo di mettere fine a questo anacronismo è in corso una campagna promossa dalla Federazione Italiana Amici della Bicicletta (FIAB) che chiede la modifica dell’art. 12 del D.Lgs. 38/2000 e di aggiungere al testo attuale la frase: “L’uso della bicicletta è comunque coperto da assicurazione, anche nel caso di percorsi brevi o di possibile utilizzo del mezzo pubblico”, esattamente come previsto per il lavoratore che si reca al lavoro a piedi.

La proposta della FIAB ha già raccolto oltre 10.000 firme e ricevuto parere favorevole da parte di ben tre Regioni, tre Province e sedici Comuni tra cui Milano, Bologna e Venezia che ravvisano grande imbarazzo nel chiedere ai concittadini e ai propri dipendenti di usare la bicicletta senza poter garantire nel contempo adeguate tutele.

Con la presente chiediamo a Lei, al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e ai Presidenti di Camera e Senato di voler intervenire al più presto per porre fine a questa discriminazione che non ha eguali in Europa e di accogliere questa proposta di modifica legislativa.

Per ulteriori informazioni sul tema dell’infortunio in itinere per il pendolare in bicicletta, Le segnaliamo il sito internet www.bici-initinere.info che è stato predisposto allo scopo di diffondere consapevolezza rispetto a questa campagna.

Confidando in una sua pronta risposta e auspicandoci condivisione nel merito,
cogliamo l’occasione per salutarla cordialmente.

mammatutto per #salvaiciclisti

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Se anche tu ritieni che chi si reca al lavoro in bicicletta non debba essere vittima di discriminazioni, invia questa lettera direttamente al Presidente del Consiglio, al Ministro competente e ai Presidenti di Camera e Senato: e.olivi@governo.it; gabinettoministro@mailcert.lavoro.gov.it; fini_g@camera.it; schifani_r@posta.senato.it.

Inoltre puoi contribuire alla diffusione di questa iniziativa attraverso il tuo blog, il tuo sito internet oppure attraverso il tuo account di Facebook o di Twitter.

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